Lo Stendardo di Fossalta Maggiore

Don Costantino Stella

Pieve di Soligo 1865 - Fossalta 1944
3 agosto 1944

"Muore oggi alle 15 mons. Costantino Stella fu Giovanni e fu Biz Regina, di anni 80. And˛ sacredote a Caneva il 29 - 7- 1888.
Nato a Pieve di Soligo, per 50 anni amato arciprete parroco - Cameriere Segreto di S. SantitÓ, zio paterno di S. Eccellenza mons. dott. Costantino Stella, vescovo di Nocera Umbra.
Lascia quasi tutto il suo avere alla Chiesa, e alla popolazione lascia un incancellabile ricordo per la sua paternitÓ accogliente e nello stesso tempo scontrosa, autoritaria, ma benefica sempre. Il suo nome non Ŕ legato a grandi opere se si eccettua una mal riuscita decorazione del coro.
Ancorato al passato, non amava le novitÓ: ma si fece amare per sempre per la sua caritÓ senza distinzioni di persone e per la sua rigida intransigenza nella difesa della fede e dei costumi.
Fu sepolto, mancando la tomba dei parroci, in un sepolcreto privato.
4 agosto 1952

Secondo il desiderio espresso in vita dal defunto parroco Mons, Costantino Stella, e secondo la volontÓ del nipote arcivescovo de L'Aquila, la salma del defunto parroco viene oggi tumulata, alla presenza dell'Arcivescovo, di un gruppo di parrocchiani, nella tomba di famiglia a Pieve di Soligo.
I fedeli di Fossalta videro con grande dolore, partire, a solenni esequie finite, il Pastore che con grande amore li aveva istruiti e seguiti per 50 anni".


Le righe che abbiamo appena letto sono state scritte da don Pietro Roman nella sua "cronaca della parrocchia", un lavoro che pi¨ passano gli anni e pi¨ si rivela prezioso per ricostuire la nostra storia. Ne emerge un ritratto di don Costantino Stella a tinte forti: esattamente come lo ricordano i fossaltini che furono ragazzi quando don Costantino Stella era parroco a Fossalta.
Un prete capace di interrompere la Messa per rimarcare un ritardo di pochi minuti, o per stigmatizzare il golfino rosso indossato da un bambino. Ma capace anche di grandi opere di umanitÓ, un parroco che ha saputo difendere il suo gregge durante due invasioni straniere: nel 1917, quando gli austriaci accampati in ogni casa di Fossalta depredavano anche il poco cibo dei bambini..l'uva ancora acerba nei campi.
E adesso vediamo cosa scrisse lo stesso don Costantino di Fossalta com'era nel 1920:" La parrocchia conta circa 2.300 anime; ci sono emigranti per la Germania. I costumi della gente sono sufficientemente buoni, non ci sono separazioni illegittime, matrimoni o funerali civili, balli pubblici o altri scandali. Il parroco non pu˛ fare visita alle scuole, al mattino. La chiesa non ha subýto gravi danni dalla guerra, il campanile Ŕ in piedi, peggiorato dalla guerra. Nell'archivio sono conservati i registri civili anteriori al I░ settembre 1871. Non Ŕ possibile avere una Schola Cantorum, perchÚ l'organo Ŕ stato asportato dagli invasori"( si trattava delle canne di un preziosissimo organo del Callido: rubate).

 

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